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Famiglia Cerentin, specialisti del metallo da 40 anni

Famiglia Cerentin, specialisti del metallo da 40 anni

L’azienda veneta, specialisti nel metallo, partita 40 anni fa in un garage, ha raggiunto una considerevole affermazione e prevede un 2024 con ricavi in aumento del 10%. Ma il vero problema è la difficoltà nel trovare personale.

La Cerentin Fratelli Lattonerie è da 40 anni un affare di famiglia. Forse è questa la formula del successo: creare specialisti del metallo nel Veneto rinforzando il legame di sangue. Ma anche la tenacia, la voglia di innovare partendo da un piccolo garage dietro casa sono stati ingredienti fondamentali per l’ascesa sul mercato nell’ormai lontano 1984.

Proprio quest’anno, dunque, si spegneranno le 40 candeline, per il primo ciclo di una vita aziendale che potrà continuare ancora a lungo. Quattro i soci, tra papà, tre fratelli, una sorella assunta come dipendente. In tutto 13 addetti in azienda, che ricoprono mansioni ibride: due in ufficio, tre in officina, e otto nei cantieri per la posa dei materiali. Gli sviluppi sono continui, in base alle richieste del mercato, e costanti.

Primi passi

«L’azienda è nata 40 anni fa su iniziativa di mio padre Costante e mio zio Vittorio: entrambi avevano maturato un’esperienza indipendente in due ditte differenti. Hanno iniziato con un camioncino e un piccolissimo magazzino, che era il garage dietro casa.

Mio padre addirittura aveva costruito la sua prima piegatrice a bandiera con le proprie mani, partendo dall’impianto idraulico di una ruspa escavatrice. E funziona ancora», racconta Andrea Cerentin, il primogenito che ora dirige l’azienda. Per qualche tempo i due fratelli sono riusciti a cavarsela da soli e poi, lamiera su lamiera, hanno iniziato a crescere, assumendo dipendenti e apprendisti.

«Nel 1996 hanno aperto il primo stabilimento a Castion, in provincia di Belluno: un capannone 300 metri quadrati, dove sono stati acquistati i primi macchinari evoluti: la prima piegatrice a bandiera, poi quella a ghigliottina, poi la linea di taglio e, alla fine, hanno iniziato ad assumere personale. Noi fratelli siamo subentrati pian piano, fino a che nel 2013 abbiamo scelto la formula della società in nome collettivo, la Snc.

Quando nostro zio è andato in pensione siamo rimasti noi, che nel 2022 abbiamo deciso di fare un ulteriore step: ci siamo trasferiti infatti a Trichiana, una località di Borgo Val Belluna, sempre in provincia di Belluno, in un capannone ancora più grande, da mille metri quadrati, ampliando ancora di più la gamma dei macchinari», aggiunge Cerentin.

I campi d’azione

«Partendo dall’officina lavoriamo su coils, rotoli di lamiera, riusciamo a realizzare grondaie, altri tipi di lattoneria e installazione. A questo si affiancano lavorazioni su misura, cappe in rame, acciaio, scatolati, e altro che va molto oltre il puro mondo della lattoneria: di solito andiamo anche in cantiere, sia per lavori che per assistenza. Il nostro forte sono le coperture aggraffate, tradizione radicata del bellunese, affiancata all’installazione di grondaie e piccoli elementi Prefa», prosegue Cerentin.

«Realizziamo anche pacchetti di coperture e isolamento, un’attività che comunque sta diventando marginale. Realizziamo anche linee vita e punti di ancoraggio sulla copertura e, per un servizio davvero completo, lavoriamo sull’impermeabilizzazione. Offriamo un pacchetto completo cercando di rispondere alle esigenze del cliente e proviamo a realizzare prodotti ad hoc alzando sempre di più l’asticella. Abbiamo sviluppato modelli di cappe, camini e fumaioli nei nostri disegni di progettazione, sviluppato modelli di grondaia in acciaio inox e doghe, siamo in grado di affiancare clienti e progettisti per ottenere risultati non solo funzionali, ma anche esteticamente performanti».

Il trend

Il Veneto, secondo l’imprenditore, è un mercato in continua evoluzione, molto stimolante: si è sviluppato infatti il trend della tegola in metallo ovunque e non solo in alta montagna. «Se prima ci occupavamo di lattoneria in generale e di grondaie, ora la richiesta è diventata molto specifica a causa dei cambiamenti atmosferici. Ciò ha portato a noi lattonieri un nuovo volto del mercato», racconta.

La copertura metallica infatti, deve funzionare come un’armatura per la casa. «Grandine, vento e grandi precipitazioni hanno messo in difficoltà il tetto tradizionale: ora è esplosa l’offerta e la gamma si è fatta ancora più ampia. Colori, materiali e stili stanno diventando sempre di più variegati ed è importante che possano integrarsi anche con il design, non è solo una questione di funzionalità. La vera sfida al giorno d’oggi è proprio questa. Le persone vogliono proteggere la propria casa e massimizzare anche le prestazioni energetiche, in maniera che però l’aspetto finale corrisponda a tutti i canoni estetici del momento».

Fotovoltaico e cappe

Le tegole fotovoltaiche infatti, stanno prendendo sempre più piede, insieme a cappe e canne fumarie. «Dopo il tetto in metallo non avrebbe più senso realizzarle a parte in cemento. Anche la gamma di colori richiesta è molto ampia: dal rame ai vari tipi di grigio, seguendo tutte le tendenze», precisa Cerentin. Il cliente tipo? Le imprese che hanno come committente i privati e i privati stessi, più occasionali trasferte.

«Le nostre realizzazioni tipo sono quelle che riguardano le ville, gli edifici familiari o bifamiliari. Le opere pubbliche sono comprese nel pacchetto: tra scuole, caserme e cimiteri, anche se negli ultimi anni la richiesta è calata, anche se con il Pnrr i preventivi iniziano a fioccare, almeno per quanto riguarda gli edifici pubblici».

Mancano gli specialisti

Il lavoro insomma, non manca. Ma è un problema il personale che non si trova. «La manodopera è carente: la ricerca di personale a volte raggiunge livelli disperati, non ci sono corsi di specializzazione e poche sono le persone da formare. Sono loro a scegliere noi e non viceversa, poiché a chiunque si presenti diamo una possibilità.

Negli ultimi anni abbiamo avuto delle dimissioni, ma non un ricambio. Quando ci sono bandi che derivano dal Pnrr, per esempio, la questione spesso e volentieri non è accettare o meno il lavoro, ma capire come possiamo farlo. A volte succede che dobbiamo associarci ai nostri concorrenti per eseguire delle opere», lamenta Cerentin.

Per questo è nato un progetto pilota, l’idea di organizzare dei corsi di formazione. «La nostra azienda, con l’aiuto della Appia Cna di Belluno, con il patrocinio Cna del Veneto, ha iniziato un progetto pilota per realizzare attività formative strutturate. Abbiamo trasformato la nostra seconda sede, di 400 metri quadrati, in uno spazio didattico, dedicato alle attività formative specifiche del settore.

Non solo per i dipendenti della nostra azienda e per quelli delle altre, ma per chi vuole imparare l’abc del mestiere. Abbiamo iniziato un mese fa e al primo evento si sono iscritte 12 persone, dai 20 ai 40 anni. Nella fattispecie si tratta di un corso per apprendisti che, si spera, possa diventare un appuntamento fisso, ma che non si sostituisce all’istruzione canonica.

È un aiuto per gli addetti al settore e che lo va a elevare, per evitare la carenza di personale», prosegue l’imprenditore. Anche perché fino a oggi la scuola è stata fatta direttamente in cantiere. «La clientela è sempre più esigente, si chiede una precisione maggiore, non possiamo perdere terreno, non adesso e in questo momento storico».

Digitalizzazione

Per rimanere al passo coi tempi, il processo tecnologico non si ferma nemmeno da Cerentin. Anzi, avanza. «I nostri macchinari sono all’avanguardia: partendo dalla parte più meccanica, lavoriamo con la modellazione 3D, in particolar modo con la punzonatrice. Con le pressopiegatrici possiamo sviluppare progetti sul digitale per poi trasferirli nella parte pratica.

Dal punto di vista gestionale cerchiamo di evolverci di anno in anno, il nostro magazzino è totalmente digitale, gestito in cloud. Con questa operazione abbiamo eliminato totalmente il cartaceo, aggiunto un software per la gestione dei cantieri e tutti i dipendenti hanno accesso a delle applicazioni per gestire magazzino e cantieri, così che si possa tenere traccia di tutto e dare un ordine alla struttura».

Il parco macchine dell’azienda è avanzato: una pressa piegatrice a ghigliottina, una a bandiera, una linea di taglio, una calandra, una punzonatrice, una cesoia a ghigliottina, una ricciolatrice per le grondaie e attrezzatura varia per la carpenteria, come saldatrici, trapano a colonna, una cesoia e una pressa piegatrice a settori. A corredo, un’area adibita per la carpenteria e l’assemblaggio e un magazzino fornitissimo di prodotti, con oltre cento rotoli di lamiera.

E il futuro? Il 2023 è andato bene. «E per quest’anno abbiamo stimato un aumento dei ricavi del 10%: il portafoglio degli ordini è pieno e stiamo seguendo diversi cantieri», conclude Cerentin.

di Alice Fugazza

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