This is the default blog title

This is the default blog subtitle.

Revolti, l’arma segreta è il magazzino tech

Revolti, l’arma segreta è il magazzino tech

Revolti cresce anche grazie a un sistema esclusivo di automazione che consente maggiore efficienza e più sicurezza per gli operatori. Con formazione e servizi al centro del business.

Revolti Lattonerie è una delle punte di diamante della lattoneria del Trentino Alto Adige: da 75 anni (compiuti proprio nel 2023) tradizione, esperienza e qualità rendono il suo nome un marchio riconosciuto.

Disciplina, determinazione e duro lavoro sono scolpiti nello sguardo di Francesco, amministratore unico, il quale rappresenta la terza generazione della famiglia alla guida dell’azienda.

Nata nel 1948 grazie agli sforzi di Tarcisio Revolti, un semplice battirame che lavora in un piccolo laboratorio, oggi l’azienda conta quasi 40 dipendenti; automatizzata con tecnologie all’avanguardia e macchinari di ultima generazione, è un punto di riferimento importante nel settore edile non solo in Trentino Alto Adige, ma anche in Lombardia, in Germania e in Austria.

L’azienda è distribuita su un’estensione di 11.500mq di cui 6.500 mq coperti, a Ravina, a due passi da Trento. Il suo nome è diventato non solo un simbolo, ma anche la dimostrazione che il duro lavoro, l’ambizione e le intuizioni possono portare lontano.

I progetti a lungo termine sono tanti. Pochi, ma mirati, invece, i punti cardine: l’investimento sulle persone che compongono l’azienda, vero cuore pulsante, il focus sui macchinari e la tecnologia, la dedizione e la disponibilità nei confronti del cliente, come spiega in questa intervista Francesco Revolti.

Come e quando nasce l’azienda?

Nasce nel 1948 grazie a mio nonno, Tarcisio Revolti, che da semplice ramiere, battirame di lavorazione artigianale, intraprese la professione di posa in opera di lamiere e canali di gronda per le coperture. Prima lavorava solo con qualche collaboratore, poi ha iniziato a formare
mio padre, Marco, il maggiore di cinque fratelli, non appena compiuti i 14 anni. Serviva una forza lavoro mirata e capace.

Così, nonno e papà hanno iniziato a cooperare insieme, dal 1957 al 1965. Avevano una piccola bottega, poi si sono trasferiti in un posto più grande nel centro di  Trento. Hanno costruito una casa e, al piano terra, hanno imbastito un’officina.

Nel 1965 si sono trasferiti nella zona industriale di Ravina, a poche centinaia di metri da dove siamo adesso. Nel 2011, ci siamo spostati per ampliarci. Mio padre insieme al fratello Fulvio, ha creato la prima società nel 1978, chiamandola RT Lattonerie

Da sinistra, Francesco Revolti che gestisce l’azienda con la moglie Francesca Moser

Qual è stato il passo successivo?

Io ho iniziato nel 1997, dopo una carriera nel ciclismo, lavorando come dipendente. Avevamo così tante idee e voglia di fare che abbiamo deciso di creare l’attuale società, diventata progressivamente sempre più grande.

Negli anni successivi, dal 2001 al 2011, l’obiettivo è stato dare un senso alla crescita e allo sviluppo di quello che stavamo facendo. Ciò si è concretizzato nella realizzazione di una nuova sede, maggiormente funzionale ed ordinata nella distribuzione delle lavorazioni.

La sede produttivaL’espansione di Revolti è stata graduale. Ora che ci siamo stabiliti in un’area così grande pensavo lo spazio potesse bastare, ma da cosa nasce cosa e il futuro è ricco di sorprese.

Come è cresciuta l’attività?

Noi siamo nati come lattonieri. Conosciamo in profondità questo mestiere, è la nostra origine. Questo si traduce in esperienza, tradizione, conoscenza. Parallelamente mio padre aveva sviluppato la lavorazione e la vendita di lamiere metalliche per altri professionisti del nostro settore, crescendo molto ed aumentando considerevolmente il volume della produzione. Poi l’ambizione si era affievolita.

Quando sono entrato in azienda ho chiesto di cambiare marcia. Abbiamo ridotto la posa in opera e ci siamo concentrati sulla produzione, con l’intenzione di esaudire le specifiche commesse del lattoniere, fornendo una numero sempre più vasto di soluzioni e sistemi innovativi.

Con quali realtà lavorate?

Lavoriamo con lattonieri, carpenterie metalliche, carpenterie in legno, imprese edili e privati. Dal piccolo al grande: riusciamo ad evadere ordini di pezzi singoli e lotti da 500 tonnellate per lo stesso cantiere. Un servizio a tutto tondo, dal dettaglio alla grande scala, dai pezzi speciali (che richiedono la mano esperta di un operatore specializzato) alla produzione in linea.

L’automazione è una parte fondamentale dell’azienda. Quando è arrivata e come si è evoluta fino a oggi?

Bisogna far convivere l’artigianato con l’ambizione industriale: l’automazione è un’evoluzione tecnologica fondamentale per la gestione coordinata dei processi aziendali. Investiamo su strumenti di gestione e macchinari all’avanguardia che ci consentono di avere controllo sulla produzione, precisione nell’esecuzione e sicurezza per gli operatori.

Grazie alla costruzione del magazzino verticale automatico il nastro arriva direttamente sulla macchina. Un’evoluzione significativa sotto molti punti di vista, soprattutto per la dinamicità e la competitività nel fornire il servizio al cliente. Il primo magazzino per la distribuzione dei nastri su tutte le linee è stato realizzato sette anni fa. Oggi contiamo cinque magazzini automatici per lo stoccaggio di lastre metalliche, accessori e minuterie.

Rivolti

Dettaglio del magazzino Automatico Colis

Il magazzino automatico è un’idea “made in Francesco Revolti”, unica nel suo genere: com’è nata?

Semplicemente lavorando, stando in azienda, in prima linea. Ho pensato e ripensato a come poter ottimizzare al massimo gli spazi sfruttando
l’altezza, a come organizzare la distribuzione delle linea in modo che fossero collegate ma in modo ordinato, a come realizzare un processo sempre più sicuro, scorrevole, performante.

Così ho posto le basi per la realizzazione di un progetto su misura, esponendo le mie idee e confrontandomi con le aziende che forniscono soluzioni per la logistica. L’automatizzazione garantisce un altro vantaggio decisivo: la possibilità di avere l’aggiornamento in tempo reale, tramite database, di tutte le giacenze stoccate nel magazzino. Grazie a tali informazioni siamo sempre in grado di esaudire qualsiasi richiesta del cliente, in tempo zero, potendo colmare in anticipo eventuali scarsità di materiali o prodotti.

L’investimento maggiore è quindi sulle macchine. Possiamo avere un elenco di quelle presenti in azienda?

Abbiamo quattro presso piegatrici, due linee di taglio, due linee solo per il taglio dei nastri, tre punzonatrici (due da coils e una da foglio), una quindicina di presse centriche per stampaggio, una profila lamiera grecata, una profilatubo pluviale da 80, 100 e 120, tutti e tre i diametri aggraffati. Abbiamo le macchine per la doppia aggraffatura, sia da cantiere sia da officina.

Una calandra da 8 metri e mezzo per pezzi curvi. Una piegatrice a doppia bandiera, una pannellatrice, una serie di macchine manuali che stanno nel reparto pezzi speciali per realizzare prodotti più piccoli e artigianali. Tutte sono doppie, in caso di guasti la produzione non si deve mai fermare.

Una scelta mirata, anche perché riusciamo a specializzare più persone in cose diverse, riusciamo a produrre di più e allo stesso tempo la struttura si ingrandisce.

Che cosa fa davvero la differenza da Revolti?

Il personale specializzato e la tecnologia all’avanguardia. Attuiamo una politica significativa di investimento sul personale e sulla formazione. Oggi contiamo sul contributo di 35 collaboratori, quasi tutti molto giovani. Credo fortemente in loro.

La nostra azienda vanta un’età media di 32 anni. Nel 2018 ho fatto un’analisi accurata dei requisiti tecnici, delle competenze, della capacità necessarie per entrare a far parte del nostro team. Credo la differenza sostanziale stia qui.

Per Revolti lavorano solo operai specializzati. La formazione avviene interamente all’interno dell’azienda, con corsi sia teorici che pratici, dove spieghiamo in cosa consiste il nostro lavoro, la funzione costruttiva assolta dal pezzo prodotto e quale livello di precisione è necessario garantire.

Nei minimi dettagli. Non è facile trovare sul mercato personale competente e preparato in un settore tanto complesso. L’altro aspetto che ci caratterizza è la ricerca dell’ottimizzazione tecnologica.

Revolti

Francesco Revolti con il padre Marco

Una lungimiranza ereditata da mio padre Marco, che ha sempre avuto uno sguardo rivolto al futuro, oltre alla capacità di intravedere i vantaggi che alcune soluzioni innovative avrebbero potuto garantire se applicate adeguatamente alla nostra produzione.

Come affrontate la piegatura?

Produciamo pressopiegati dai 4 metri canonici ai 9, con spessori dai 5 decimi fino ai 4 millimetri. La piegatura può essere eseguita anche in maniera automatica con la piegatrice a bandiera, ma non totalmente, poiché c’è sempre bisogno dell’operatore. Lavoriamo su una linea di due turni per dare al cliente il servizio migliore possibile.

Ricevendo commissioni da tanti artigiani dobbiamo fornire il miglior prodotto nel minor tempo possibile, generalmente in 24 ore massimo 48. In questo, come detto, aiutano le macchine, i servizi efficienti, ma aiuta soprattutto il lavoro di squadra.

Quali sono gli altri servizi che offrite?

la consegna. Capillare, in tutte le Valli del Trentino alto Adige con mezzi nostri. La consegna diretta rappresenta un’ottimizzazione notevole delle tempistiche di realizzazione per il lattoniere, che non ha più la necessità di spostarsi dal cantiere dove riceve direttamente la lavorazione.

Un altro nostro punto di forza è la consulenza. Garantiamo la massima disponibilità al cliente in fase di progettazione, offrendo la nostra esperienza di lattonieri, ereditata da nonno Tarcisio. Questo servizio, unito alla consegna e alla rapidità di esecuzione, ci consente di fidelizzare il cliente.

Inoltre organizziamo corsi di aggiornamento inerenti a prodotti, strumenti, soluzioni applicative legate alla lattoneria; micro-corsi sulle caratteristiche dei materiali che trattiamo e le loro applicazioni in ambito edile.

Pianifichiamo eventi di formazione rivolti ad architetti e ingegneri in collaborazione con gli albi territoriali. Confidiamo di poter essere un punto di riferimento significativo nel nostro settore.

Il panorama in ambito architettonico? I progettisti conoscono il potenziale della lamiera metallica?

Sempre di più. Il range delle soluzioni è molto ampio. Così come sono ampie la varietà dei materiali disponibili e la duttilità applicativa. Ciò consente ad architetti e progettisti l’esplorazione di soluzioni originali, che attribuiscono alla lamiera non solo la capacità di assolvere la funzione, ma di assumere anche un movente estetico. Un ruolo decisivo nella realizzazione compositiva dell’involucro metallico.

Revolti

Inaugurazione Artesella Marreiros Revolti

Qualche esempio concreto?

Uno dei progetti maggiormente stimolanti del 2023 è stata la collaborazione con ArteSella (“rassegna di arte contemporanea inserita nella natura, in Val di Sella, nel comune di Borgo Valsugana” ndr) per la realizzazione di “Frammenti di luce”, un’opera ideata dall’architetto Carlos Marreiros.

La produzione del rivestimento in lamiera aggraffata dorata ha richiesto una cura del dettaglio sartoriale.

Benché la superficie metallica fosse esigua, il processo ha richiesto tempo, attenzione e capacità artigianale. Non solo funzione, quindi, anche architettura. Arte!

Come è cresciuto il vostro fatturato negli ultimi anni?

Siamo passati da 1 milione di Euro nel 2011, a 3, poi a 5 e ora siamo a 10 milioni. Ritengo sia un risultato significativo, poiché la clientela è frazionata.

Quali sono i servizi maggiormente richiesti?

Siamo forti sia sulla piegatura che sulla fornitura di materia prima grazie alla disponibilità del magazzino automatico, assortito con un’ampissima varietà di spessori, colori, sviluppi e grandezze.

È un vantaggio crescere in un territorio, il Trentino Alto Adige, sensibile all’utilizzo di lamiere metalliche?

L’utilizzo di lamiere metalliche in copertura è storicamente radicato in Trentino Alto Adige, ed è ovviamente più sviluppato che in altri luoghi. Ad ogni modo, grazie all’innovazione tecnologica dei macchinari e alla fornitura della materia prima su nastro, il processo di lavorazione e i sistemi applicativi hanno subito cambiamenti radicali e futuristici.

Oggi la lamiera in copertura è una soluzione leggera, economica, moderna, che garantisce prestazioni performanti, di lunghissima durata, e un’ineguagliabile risposta agli agenti atmosferici.

È una soluzione che viene sempre maggiormente considerata in fase di progetto, anche per il suo potenziale estetico. L’unico limite all’utilizzo massivo è legato al know-how, un processo culturale che non sempre corre di pari passo con la tecnologia.

Come si è chiuso il 2023 e quali sono gli obiettivi per il 2024?

Molto bene, in crescita, sulla falsa riga del 2022. Nel 2024 si attende una flessione della produzione nel panorama edile, legata all’esaurimento del bonus 110%. Tante cose cambieranno, ma siamo sereni, teniamo duro. L’obiettivo è consolidarci e, se possibile, crescere.

Parlando di previsioni, c’è ancora un impatto sui rincari di energia, materiali e metalli?

Tutto si è stabilizzato: gli aumenti repentini del metallo sono tutti stati legati a fattori globali non direttamente collegati alla produzione. Impossibile comunque fare previsioni. Vedremo cosa succederà in futuro, anche considerando i fattori geopolitici.

La mancanza di manodopera ha segnato tante aziende, siete penalizzati?

Grazie agli investimenti che abbiamo fatto sulle persone e sulla loro formazione siamo riusciti ad attrarre personale competente e qualificato. In altri contesti, ho notato, manca a volte la voglia di fare, l’entusiasmo…

Ci sarà una quarta generazione?

Chissà. I nostri tre figli sono ancora piccoli. La gestione dell’azienda è condivisa con mia moglie Francesca Moser, che viene dal mondo del vino. Insieme abbiamo sempre condiviso tutto, compresa la passione per la bici. Io ho sempre voluto fare il ciclista. Mi piaceva l’agonismo, la competizione.

La disciplina sportiva ha impattato tanto sulla mia attività e insieme a mia moglie abbiamo fatto scelte importanti. Vedremo quale sarà il futuro dei nostri figli: noi cerchiamo di insegnare loro i valori in cui crediamo con l’esempio: onestà, impegno, perseveranza e anche la fatica. Un futuro tutto da scrivere.

Qual è il prossimo sogno nel cassetto?

Un ampliamento volumetrico e produttivo. Non subito ma… presto. Non riesco a rimanere fermo troppo a lungo. Finché si può, si deve crescere.

di Alice Fugazza

Add comment